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Lello Salvatore

Il primo sito web italiano dedicato interamente alla Radio a Transistor

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Dove si possono trovare radio a transistor oggi

Fra le più importanti innovazioni del secondo dopoguerra, un posto speciale nel cuore degli italiani è sicuramente occupato dalla radio. Tutti i messaggi più importanti, fino all’avvento della televisione, erano passati per radio, dalle notizie dei telegiornali alle cronache sportive. Il nome di una trasmissione in particolare – “Tutto il calcio minuto per minuto” – è legata al mondo della radio, ed in particolare della radio a transistor.

Ottobre 1954: prima radiolina a transistor Regency TR1

Dall’ottobre 1954 infatti è stato possibile ascoltare la radio ovunque, grazie al primo modello portatile Regency TR1: a casa, in vacanza al mare, allo stadio per ascoltare tutte le partite domenica calcistica. In poche parole, era semplicemente un must.

Ma che fine hanno fatto oggi le radio a transistor? Surclassate dalle più tecnologiche apparecchiature moderne, trovarle è ormai una rarità: bisogna cercare per lo più in qualche negozio di antiquariato, su Internet o nel giro del collezionismo. I modelli più ricercati sono ovviamente i primi, quelli che sono stati lanciati sul mercato agli albori della storia della radio a transistor: parliamo della seconda metà degli anni ’50, tra il 1955 e il 1959 circa. I modelli “base” si aggirano intorno a poche centinaia di euro, mentre per alcuni esemplari e determinati colori, soprattutto della Regency TR1, si sfonda ampiamente il muro del migliaio di euro.

Tra i modelli italiani, i più ricercati sono i primi tre modelli della serie Zephyr, prodotta dalla Voxson. Sicuramente cercare sui vari siti di aste online è più economico che trattare con un collezionista o cercare nei pochi negozi di antiquariato ancora forniti. Pezzi pregiati: 1955-1959, regency in particolare italiane: prime tre serie zephyr della Voxson / buon apparecchio: OM-OL a 7 transistor dalla fine degli anni ’50.

D’altro canto, per dei pezzi così pregiati e datati, affrontare una lunga spedizione magari da oltreoceano (Usa e Giappone sono sempre state all’avanguardia anche nella creazione di nuovi modelli), non sembra essere la soluzione migliore. Il logorio di oltre mezzo secolo potrebbe infatti danneggiare irreparabilmente un cimelio di grande valore: e trovare al giorno d’oggi qualcuno in grado di riparare quella apparecchiatura, potrebbe essere impresa titanica.